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Lavazza ha fatto un video natalizio con l'AI in 8 settimane: il processo funziona anche per te

Video ai
Realizzare un video con AI

Lavazza ha dovuto lanciare una campagna natalizia con il suo testimonial Luigi, un robot che scopre le emozioni umane del Natale. Tempi stretti, budget da giustificare, e un problema tecnico non da poco: Luigi doveva essere identico a se stesso in ogni fotogramma, perché è un'icona di brand e un errore si nota subito.


La strada tradizionale, riprese dal vivo o animazione CGI, avrebbe richiesto mesi e un budget importante. Insieme a Google e all'agenzia Monks, Lavazza ha invece costruito tre video usando solo strumenti di intelligenza artificiale generativa: Gemini, Nano Banana e Veo. Tempo di produzione: otto settimane, la metà di un processo tradizionale.


Quello che rende interessante questo caso non è la scala di Lavazza, che resta fuori portata per una piccola attività. È il processo in quattro fasi che hanno usato, perché è lo stesso schema che puoi applicare tu, in piccolo, per creare video social senza set fotografico e senza montare una produzione video vera e propria.


Fase 1: il concept prima di tutto


Prima di aprire qualsiasi strumento AI, hanno scritto la sceneggiatura: cosa succede, in che ordine, quale emozione deve arrivare allo spettatore. Per Lavazza, ogni episodio durava 15 secondi ed era costruito attorno a un solo momento preciso.


Per te vale lo stesso principio. Prima di generare qualsiasi immagine o video con l'AI, scrivi in tre righe cosa vuoi mostrare e perché. Un video generato senza un concept chiaro alle spalle si vede, ed è la causa più comune di contenuti AI che sembrano vuoti.


Fase 2: lo storyboard con Gemini e Nano Banana


Prima di generare il video vero e proprio, hanno trasformato lo script in uno storyboard visivo con Gemini e Nano Banana, per verificare se le inquadrature funzionavano nel formato verticale prima di passare oltre.


Questo passaggio è quello che quasi tutti saltano quando iniziano a usare l'AI per i contenuti, e infatti è quello che fa la differenza. Genera prima le immagini chiave della tua idea con Nano Banana, guardale con calma, e solo dopo passa all'animazione. Ti evita di scoprire dopo dieci minuti di generazione video che l'inquadratura non funziona.


Fase 3: fissare lo stile prima di animare


Con Nano Banana hanno generato gli ambienti statici e fissato uno stile preciso, luci, colori, texture, prima di far muovere qualsiasi cosa. Questo perché una volta che inizi ad animare, correggere lo stile diventa molto più complicato.


Per un prodotto, una scheda vetrina, un ambiente del tuo negozio, vale la stessa logica: genera prima l'immagine statica definitiva, verifica che rappresenti bene il brand, e solo dopo passa all'animazione con Veo.


Fase 4: l'animazione, con la rifinitura umana


Veo ha generato il movimento, ma i creativi Lavazza hanno rifinito a mano i dettagli che l'AI da sola non cura bene, come il vapore che sale da una tazzina di caffè. L'intervento umano resta la parte che fa la differenza tra un contenuto che sembra generico e uno che sembra curato.


Questo è il punto più importante di tutto il caso: l'AI genera velocemente una base solida, ma la rifinitura finale, quella che il pubblico percepisce come qualità, resta un lavoro umano.


Cosa portare a casa con AI


Non serve un'agenzia e non serve il budget di Lavazza per applicare questo processo. Serve seguire l'ordine: prima il concept scritto, poi lo storyboard con le immagini statiche, poi lo stile fissato, infine l'animazione con rifinitura. Chi salta i primi passaggi e genera direttamente il video finale ottiene quasi sempre un risultato che sembra fatto in fretta, anche quando non lo è.


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Fonte: Think with Google Italia, luglio 2026 (caso Lavazza, autrice Elisabetta Barbieri, Creative Content Manager Lavazza Group)



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