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AI Max nelle campagne Search: cosa fa davvero, cosa rischi di non sapere e come controllarlo

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Google ADS

Se gestisci campagne Google Ads — da solo o con un'agenzia — probabilmente hai già visto comparire AI Max nel tuo account.

Magari l'hai attivato seguendo il consiglio di ottimizzazione di Google. Magari l'ha attivato qualcuno per te. O magari stai ancora valutando se farlo.

In tutti e tre i casi, c'è una cosa che devi sapere prima di tutto il resto: AI Max non è solo un interruttore da accendere. È un insieme di funzionalità che, se non configurate correttamente, possono mandare i tuoi utenti dove tu non vuoi — incluse pagine del sito che non convertono, blog post, o sezioni completamente irrilevanti rispetto all'annuncio che hanno cliccato.

In questo articolo ti spiego cosa fa AI Max, come funziona la parte più delicata — l'espansione dell'URL finale — e soprattutto cosa devi disattivare se vuoi mantenere il controllo su dove atterrano i tuoi potenziali clienti.

Cos'è AI Max e perché Google lo sta spingendo così tanto

AI Max non è una nuova tipologia di campagna. È un pacchetto di funzionalità potenziato dall'intelligenza artificiale che puoi attivare all'interno delle tue campagne Search esistenti, con un singolo toggle nelle impostazioni.

Google ha iniziato il rollout in beta a maggio 2025 e da luglio 2025 è disponibile per tutti gli account. Il motivo per cui Google lo promuove attivamente è semplice: nei test interni, chi attiva AI Max registra in media il 14% di conversioni in più a parità di CPA/ROAS. In alcuni casi, con account strutturati su keyword exact e phrase match, si sono visti picchi fino al 27%.

Numeri interessanti. Ma prima di correre ad attivarlo, è importante capire cosa accade sotto il cofano.

Le 3 funzionalità di AI Max (e cosa fa ognuna)

AI Max raggruppa tre strumenti distinti che lavorano insieme:

1. Search Term Matching — espansione delle ricerche L'AI analizza le tue keyword, gli annunci, le landing page e lo storico di conversioni per mostrare i tuoi annunci anche a ricerche che non hai esplicitamente targettizzato. Funziona come una combinazione tra broad match evoluto e tecnologia "keywordless" — cioè senza keyword, basata solo sul contesto e sull'intenzione dell'utente.

In pratica: se hai come keyword "scarpe da corsa", AI Max potrebbe mostrare il tuo annuncio a chi cerca "migliori sneaker trail per mezza maratona" — perché l'AI ha capito che l'intenzione è la stessa.

2. Text Customization — personalizzazione degli annunci L'AI genera headline e description dinamiche basandosi sulle tue landing page, sugli annunci esistenti e sulla ricerca specifica dell'utente. Non usa più solo gli asset che hai caricato: ne crea di nuovi in tempo reale, adattati alla query.

Attenzione: questo significa che Google potrebbe mostrare combinazioni di testo che tu non hai approvato manualmente. Puoi rimuovere gli asset generati che non ti convincono, ma richiede monitoraggio attivo.

3. Final URL Expansion — espansione dell'URL finale Questa è la funzionalità più potente e quella che genera più domande — e più problemi, se non gestita correttamente. Ne parliamo nel dettaglio subito.

Final URL Expansion: la funzionalità che devi capire bene

La Final URL Expansion funziona così: invece di mandare sempre l'utente alla pagina che hai specificato nell'annuncio, Google analizza tutto il tuo sito e decide in autonomia qual è la pagina più rilevante per quella specifica ricerca — e lo manda lì.

L'idea di fondo è buona: se un utente cerca qualcosa di specifico, potrebbe esistere sul tuo sito una pagina ancora più pertinente rispetto a quella che hai impostato come URL finale. L'AI la trova e lo manda direttamente lì, migliorando la coerenza tra ricerca, annuncio e pagina di atterraggio.

Il problema è quando Google interpreta "più rilevante" in modo diverso da come lo intendi tu.

Esempi concreti di cosa può succedere:

  • L'utente clicca su un annuncio per un servizio specifico e atterra su un articolo del blog invece che sulla landing page dedicata

  • Il traffico finisce sulla homepage invece che sulla pagina prodotto ottimizzata per convertire

  • Gli utenti vengono mandati su pagine di archivio, categorie o sezioni informative che non hanno nessuna call to action

Risultato: click pagati, utenti dispersi, conversioni che calano.

Come disattivare l'espansione URL e mantenere il controllo

Se hai una landing page specifica su cui vuoi far atterrare i tuoi utenti — una pagina costruita apposta per convertire, con copy calibrato, form o pulsante di acquisto — devi disattivare la Final URL Expansion.

Ecco come fare:

  1. Entra in Google Ads e vai sulla campagna Search con AI Max attivo

  2. Clicca su Impostazioni campagna

  3. Vai alla sezione "Ottimizzazione degli asset" (o "Asset optimization")

  4. Troverai la voce Final URL Expansion — deseleziona il checkbox

Fatto. Da quel momento Google userà sempre e solo l'URL che hai impostato tu.

Nota importante: la Final URL Expansion è attiva per default nel momento in cui attivi AI Max. Non è un'opzione che devi scegliere di accendere — è già accesa. Devi essere tu a spegnerla se non la vuoi.

C'è anche un'opzione intermedia, più flessibile: invece di disattivare completamente l'espansione, puoi escludere URL specifiche — per esempio le pagine del blog, la pagina contatti, la privacy policy, la pagina "chi siamo" — e lasciare che Google scelga solo tra le pagine commerciali del sito. Questa soluzione è utile se hai più landing page valide e vuoi che l'AI scelga tra quelle, senza rischiare atterraggi su pagine non pertinenti.

Un altro dettaglio tecnico che in pochi conoscono

La Final URL Expansion può essere attivata solo se hai anche Text Customization attiva. Le due funzionalità sono collegate: Google richiede che la personalizzazione del testo sia abilitata per assicurarsi che il copy dell'annuncio sia coerente con la pagina di atterraggio scelta dinamicamente.

Questo significa che se vuoi disattivare Text Customization, disattivi automaticamente anche l'espansione URL. E viceversa: se vuoi tenere l'espansione URL, devi accettare che Google possa modificare i tuoi annunci in modo dinamico.

Altra cosa da sapere: se hai pinnato degli asset nelle RSA (Responsive Search Ads), con la Final URL Expansion attiva quei pin potrebbero non essere rispettati. L'AI potrebbe sovrascriverli se prevede che una combinazione diversa funzioni meglio con la pagina di atterraggio dinamica scelta.

Quando ha senso usare AI Max (e quando no)

AI Max funziona bene in questi scenari:

  • Account con storico di conversioni consolidato e dati di qualità

  • Siti ben strutturati con più pagine commerciali ottimizzate

  • Campagne che vogliono espandere la reach senza creare nuovi gruppi di annunci

  • Obiettivi di volume: più conversioni, anche a costo di qualche query meno precisa

Hai bisogno di più cautela in questi casi:

  • Hai una sola landing page su cui vuoi convogliare tutto il traffico (disattiva Final URL Expansion)

  • Stai promuovendo un'offerta temporanea con una pagina dedicata specifica

  • Il tuo sito ha pagine non commerciali che non vuoi che ricevano traffico a pagamento

  • Hai un budget limitato e non puoi permetterti di sprecare click su pagine che non convertono

Cosa monitorare dopo l'attivazione

Se decidi di attivare AI Max — anche solo parzialmente — questi sono i report che devi controllare regolarmente:

Report sui termini di ricerca: ora include "AI Max" come nuovo tipo di corrispondenza. Guarda quali query sta intercettando e verifica che siano pertinenti al tuo business.

Report sulle landing page: mostra quali pagine stanno ricevendo traffico da AI Max. Se vedi pagine inaspettate, è il momento di aggiungere esclusioni URL.

Report sugli asset: mostra le headline e le description generate dall'AI con i relativi dati di conversione. Rimuovi quelle che non rispettano il tono del tuo brand.

Vista combinata: la nuova vista che collega termine di ricerca → headline mostrata → URL di atterraggio. È lo strumento più utile per capire cosa sta facendo davvero AI Max sulle tue campagne.

In sintesi: AI Max sì, ma con le mani sul volante

AI Max è uno strumento potente e i risultati che produce in termini di conversioni sono reali. Ma "potente" non significa "da lasciare libero di fare quello che vuole".

Il punto di partenza giusto è sempre lo stesso: capisci cosa fa ogni funzionalità, decidi cosa vuoi attivare, e tieni sotto controllo i dati.

Se hai una landing page costruita per convertire, disattiva la Final URL Expansion e lascia che sia l'AI ad espandere le ricerche intercettate — non le destinazioni.

Se vuoi testarlo in modo graduale, attiva prima solo il Search Term Matching, osserva i risultati per qualche settimana, e poi valuta se aggiungere le altre funzionalità.

Vuoi configurarlo correttamente sul tuo account?

Non basta attivare AI Max per ottenere risultati. Serve una configurazione calibrata sul tuo obiettivo, sul tuo sito e sul tuo budget.

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